Dichiarazione di interesse

Responsabili:

dott. Paola Traversone

paola.traversone@beniculturali.it

arch. Alberto Parodi

alberto.parodi@beniculturali.it

Per quanto concerne l’applicazione delle disposizioni di tutela, la normativa (D.Lgs 42/2004 e s.m.i.) prevede due distinte procedure per i beni appartenenti a soggetti pubblici o privati. Nel caso di beni appartenenti allo Stato, alle regioni, province, comuni, a ogni altro ente pubblico, alle persone giuridiche private senza fine di lucro ivi compresi enti e istituti religiosi (art.10 comma 1 del D. Lgs. 42/2004 e s.m.i.), è prevista la specifica procedura della verifica di interesse culturale, di cui all'art.12. Nel caso invece di beni appartenenti ai privati l'apposizione del vincolo discende dalla dichiarazione di interesse culturale di cui all'art.13 del suddetto Decreto.

Nello specifico l'art. 12 del D. L.gs 42/2004, così come modificato dal D.L. 70 del 2011 (convertito in L. 106 del 12/07/2011), prevede che i beni mobili che siano opera di autore non più vivente e la cui esecuzione risalga a oltre cinquanta anni e i beni immobili che siano di autore non più vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre settanta anni, appartenenti ad enti pubblici e a persone giuridiche private senza scopo di lucro, che rivestano interesse artistico, storico, architettonico ecc., vengano sottoposte ad un apposito procedimento di verifica, volto ad accertare la sussistenza o meno di detto interesse. In attesa della verifica, tali cose sono in via provvisoria soggette alla disciplina di tutela prevista dal Codice. L'esito della verifica - che è promossa d'ufficio o su richiesta dell'ente proprietario -, se positiva, comporta la definitiva sottoposizione del bene alla disciplina di tutela, se negativa, l’esclusione del bene medesimo dalla disciplina prevista per i beni culturali.

Col termine "dichiarazione di interesse culturale" si definisce la procedura atta a riconoscere, dal punto di vista legislativo e fiscale, la valenza storico culturale di un determinato bene sia mobile che immobile, in virtù della quale il bene viene sottoposto alle prescrizioni di tutela appositamente previste. Ne consegue che il proprietario del bene dichiarato culturale è tenuto alla sua corretta conservazione, dal momento che i beni culturali non possono essere demoliti o modificati né adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico od artistico: in particolare, essi non possono essere spostati o trasferiti, né sottoposti a restauro senza la preventiva autorizzazione degli organi competenti del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo; l’eventuale alienazione dei beni culturali deve essere comunicata alla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio competente per territorio; sull’eventuale alienazione dei beni, a titolo oneroso, lo Stato o gli altri enti pubblici territoriali interessati esercitano il diritto di prelazione; i beni dichiarati di interesse culturale non possono essere esportati in via definitiva dal territorio nazionale: essi possono uscire temporaneamente dal territorio nazionale, previa autorizzazione, per mostre, esposizioni, restauri.

I beni interessati alla procedura, così come definiti dalla normativa vigente, sono i seguenti:

-      le cose, immobili e mobili, che presentano interesse artistico, storico, archeologico ed etnoantropologico. In questa voce rientrano anche le cose che interessano la paleontologia, la preistoria e le civiltà primitive; le cose d'interesse numismatico; i manoscritti, gli autografi, i carteggi, i documenti notevoli, gli incunaboli, nonché i libri, le stampe e le incisioni aventi carattere di rarità e di pregio; le carte geografiche e gli spartiti musicali aventi carattere di rarità e di pregio artistico o storico; le fotografie con relativi negativi e matrici, aventi carattere di rarità e di pregio artistico o storico; le ville, i parchi ed i giardini che abbiano interesse artistico o storico.

-      le cose mobili e immobili che, a causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dell'arte e della cultura in genere, rivestono un interesse particolarmente importante;

-      le collezioni o serie di oggetti che, per tradizione, fama e particolari caratteristiche ambientali, rivestono come complesso un eccezionale interesse artistico o storico. Sono comprese tra le collezioni, quali testimonianze di rilevanza storico culturale, le raccolte librarie appartenenti a privati; gli archivi ed i singoli documenti dello Stato, degli enti pubblici, dei singoli privati, ecc.

-      i beni archivistici ed i beni librari.

Inoltre vengono definite come categorie speciali, quindi sottoposti a particolari limitazioni anche in assenza di dichiarazione di interesse: gli affreschi, gli stemmi, i graffiti, le lapidi, le iscrizioni, i tabernacoli e gli altri elementi decorativi di edifici, esposti o meno alla pubblica vista; gli studi d'artista; le aree pubbliche di particolare valore archeologico, storico, artistico e paesaggistico; le opere di pittura, di scultura, di grafica e qualsiasi altro oggetto d'arte di autore vivente o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni , a chiunque appartenenti, che rientrino nelle categorie indicate all'art. 10, comma 3, e che il Ministero, sentito il competente organo consultivo, abbia preventivamente individuato e, per periodi temporali definiti, abbia escluso all'uscita, perchè dannosa per il patrimonio culturale in relazione alle caratteristiche oggettive, alla provenienza o all'appartenenza dei beni medesimi; le opere dell'architettura contemporanea di particolare valore artistico; le fotografie con relativi negativi e matrici, gli esemplari di opere cinematografiche, audiovisive o di sequenze in movimento, le documentazioni di manifestazioni sonore o verbali comunque realizzate, la cui produzione risalga ad oltre venticinque anni; i mezzi di trasporto aventi più di settantacinque anni; le vestigia individuate dalla vigente normativa in materia di tutela del patrimonio storico della Prima Guerra Mondiale.

Il provvedimento di dichiarazione rende assoggettabili i beni culturali appartenenti a soggetti privati - siano essi persone fisiche o persone giuridiche private con finalità di lucro - appartenenti ad autori non più viventi e che abbiano oltre cinquanta anni, alla disciplina legislativa concernente i controlli, la conservazione, il restauro, la circolazione in ambito nazionale e internazionale dei beni culturali. Nella fattispecie dei beni mobili, le modalità di individuazione perchè siano sottoposti a vincolo vanno dall'individuazione dei beni in occasione dell'esposizione degli stessi al pubblico godimento, (aste, mostre, pubblicazioni, ecc.), fino a specifica richiesta da parte del proprietario del bene medesimo che potrà usufruire, qualora venga emesso un provvedimento di dichiarazione di interesse culturale, di tutta una gamma di agevolazioni fiscali e/o contributi statali finalizzati alla manutenzione e conservazione del bene vincolato. Il procedimento di dichiarazione di interesse culturale ha avvio su iniziativa del Soprintendente che, anche su motivata richiesta della regione e di ogni altro ente territoriale interessato, ne dà comunicazione al proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo del "bene" che ne forma oggetto. La comunicazione deve contenere gli elementi di identificazione e di valutazione del "bene", risultante dalle prime indagini, l'indicazione degli effetti prodotti dall'avvio del procedimento medesimo, nonché l'indicazione del termine, comunque non inferiore a 30 giorni, per la presentazione di eventuali osservazioni e deve essere notificata al proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo della cosa che ne forma oggetto, tramite messo comunale o a mezzo posta raccomandata con avviso di ricevimento, o PEC il cui valore legale è equiparato a raccomandata con ricevuta di ritorno, come stabilito dalla vigente normativa (D.P.R. n. 68 del 11/02/2005).

In caso di beni soggetti a pubblicità immobiliare o mobiliare, il provvedimento di dichiarazione è trascritto, su richiesta del Soprintendente, nei relativi registri ed ha efficacia nei confronti di ogni successivo proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo.  Se il procedimento riguarda complessi immobiliari, la comunicazione è inviata anche al comune e alla città metropolitana. La dichiarazione dell'interesse culturale è adottata dal Ministero.

La comunicazione di avvio del procedimento comporta, in via cautelare, delle disposizioni previste dal capo II, dalla sezione II del capo III e dalla sezione I del capo IV del titolo I. Il successivo provvedimento di dichiarazione di interesse comporta, a carico del proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo del bene, una serie di obblighi e disposizioni:

-     Richiesta di autorizzazione al Soprintendente per l'esecuzione di opere e lavori di qualunque genere;

-     Richiesta di autorizzazione per la demolizione anche con successiva ricostruzione, lo spostamento anche temporaneo, lo smembramento di collezioni o serie o raccolte;

-     Denuncia di trasferimento delle opere per cambio residenza;

-      Denuncia di trasferimento di proprietà;

-      Esercizio del diritto di prelazione da parte dello Stato e degli altri enti pubblici territoriali interessati nel caso di trasferimento a titolo oneroso della proprietà dei beni;

-      Divieto di trasferimento all'estero

-      Sanzioni

Avverso il provvedimento conclusivo della verifica della dichiarazione di interesse culturale è ammesso ricorso amministrativo al Ministero per motivi di legittimità e di merito, entro trenta giorni dalla notifica. Tale ipotesi comporta la sospensione degli effetti del provvedimento impugnato, fermo restando l'applicazione, in via cautelare, delle disposizioni previste dal D. Lgs. n. 42/2004 e successive integrazioni e modificazioni. Il Ministero, sentito il competente organo consultivo, decide sul ricorso entro novanta giorni dalla presentazione dello stesso, e qualora venga accolto procede all'annullamento od alla modifica del provvedimento medesimo. Sono inoltre ammesse proposizioni di ricorso giurisdizionale al TAR competente, a norma degli articoli 2 e 20 della legge 6.12.1971 n. 1034 e successive integrazioni e modificazioni, ovvero ricorso straordinario al Capo dello Stato ai sensi DPR 20.11.71 n. 1199.


Per accertare l’esistenza di vincoli

su un bene è possibile inoltrare apposita richiesta all’Ufficio.

Nel caso di beni immobili, si può accertare l'esistenza di vincolo verificandone la presenza sull’elenco degli immobili vincolati reperibile in questo sito, oppure consultando il sito www.liguriavincoli.it, curato da Regione Liguria, Segretariato Regionale per la Liguria, Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio della Liguria e Soprintendenza Archeologia della Liguria. Sul sito sono consultabili, in cartografia, tutti i provvedimenti sia di tutela monumentale ai sensi della Parte Seconda del Codice Beni Culturali (siano essi architettonici o archeologici), sia di tutela paesaggistica ai sensi della Parte Terza del Codice di Beni Culturali.